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Twitter, il web
2.0 e loro applicazioni in ambito cardiovascolare |
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Eugenio Santoro (a) |
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(a) Istituto di Ricerche Farmacologiche ''Mario Negri'' |
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Nel corso di questi ultimi
anni si è assistito ad un continuo fiorire di iniziative volte ad usare gli
strumenti del web 2.0 per vari scopi: dall’aggiornamento professionale alla
condivisione di conoscenze mediche, dalla aggregazione di persone su uno stesso
problema sanitario alla condivisione di dati clinici. L’area cardiovascolare
non poteva restare indenne da questa trasformazione. Frequentando i portali
sviluppati in questa area medica chiunque si sarà accorto della loro
trasformazione: feed RSS, podcast e strumenti di social bookmark trovano
sempre più spazio, come testimoniano le esperienze dei portali delle riviste
dell’American Heart Association o quelli più in voga come theheart.org e
Medscape. Lo stesso Wikipedia sta
diventando (a torto o a ragione) un punto di riferimento per gli utenti in
rete anche per argomenti riguardanti la salute e la medicina, mentre nuove
enciclopedie mediche stanno per essere sviluppate seguendo un analogo
modello. Si stanno facendo strada social network nei quali i medici
appartenenti a una stessa community
possono scambiarsi informazioni sui casi clinici, cercare consigli per
effettuare una diagnosi e condividere le proprie conoscenze, ai quali si
contrappongono social network di pazienti e cittadini pronti a sfruttare le
potenzialità del mezzo per creare una massa critica, condividere le proprie
storie, giudicare medici e strutture sanitarie, e gestire/condividere i
propri dati sanitari. E poi ancora blog e strumenti come YouTube e Twitter vengono sempre
più spesso usati da parte di riviste mediche, organi istituzionali e società
scientifiche per informare medici i cittadini su piani sanitari regionali o
per lanciare campagne di sensibilizzazione su specifici argomenti sanitari. Nel corso della presentazione saranno illustrate le teorie che sono
alla base del web 2.0 e le principali
tipologie di applicazione dei suoi strumenti sviluppate nell’area
cardiovascolare, evidenziandone le potenzialità dal punto di vista clinico e
formativo, e mettendo in luce le inevitabili criticità e i possibili pericoli
legati al loro impiego. |
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NOTA: il numero di pagine di
questa anteprima può non corrispondere con quella dell’abstract. |
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